Calcolo dell’imposta di registro per i contratti di comodato d’uso gratuito

Se avete Windows potete scaricarvi la calcolatrice gratuita di DATOS per il calcolo dell’imposta di registro e per la compilazione e stampa del modello F23.

La registrazione dei contratti di comodato d’uso gratuito prevedono una imposta di registro nella misura fissa di € 200,00.

Il pagamento dell’imposta di registro deve essere fatta entro 20gg dalla data di stipula del contratto. Il codice da utilizzare nel F23 per il versamento di questa imposta è 109T.

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67 Risposte to “Calcolo dell’imposta di registro per i contratti di comodato d’uso gratuito”

  1. SERGIO Says:

    Alla risoluzione del contratto di comodato gratuito è dovuta l’imposta di registro di 67 € ?
    Grazie

    RISPOSTA

    Se il contratto viene risolto prima della scadenza naturale, allora bisogna corrispondere la tassa nella misura fissa di € 67,00 per qualunque tipo di contratto.

  2. SERGIO Says:

    Se invece il contratto di comodato gratuito prevede “tempo indeterminato” quindi senza scadenza e si risolve, è ugualmente dovuta l’imposta di 67€ ?

    • luca Says:

      Non è vero. L’imposta di registro, Euro 67,00, per la risoluzione anticipata è dovuta solo per i contratti di locazione e di affitto. Per i contratti di comodato non è prevista.

      • DATOS Says:

        La sua ultima frase è FALSA.

        Se il contratto di comodato gratuito è senza determinazione di data di fine (detto anche “comodato precario”), allora non è dovuta nessuna imposta di registro per la risoluzione. Ma nel caso ci sia una data di fine (anche tacitamente rinnovabile – per esempio “di anno in anno”) e si vuole affitare prima della scadenza contrattuale, allora bisogna dare comunicazione di risoluzione all’Agenzia delle Entrate con il pagamento della dovuta imposta di registro nella misura fissa di € 67,00.

        L’articolo 28 del D.P.R. n. 131/1986 recita così

        “La risoluzione del contratto è soggetta all’imposta in misura fissa se dipende da clausola o da condizione risolutiva espressa contenuta nel contratto stesso ovvero stipulata mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata entro il secondo giorno non festivo successivo a quello in cui è stato concluso il contratto ……..”

        La norma si riferisci a qualsiasi contratto (quindi è compresso anche il contratto di comodato gratuito) in qui la data di fine è espressamente contenuta nel contratto.

      • luca Says:

        Mi dispiace signor Datos, ma l’interpretazione che da lei è quella che danno alcuni, alcuni, e ancora ALCUNI, uffici dell’Agenzia delle Entrae, infatti non è neppure previsto un codice tributo per la risoluzione dei contratti di comodato.
        Le interpretazioni degli uffici dell’agenzia delle entrate non sono legge.

      • DATOS Says:

        Innanzitutto la pregherei di moderare i toni (niente sarcasmo e niente MAIUSCOLE) onde evitare di cancellare i suoi messaggi.

        Noi non “interpretiamo” niente. Si vada a leggere il DPR nr. 131 del 1986 all’indirizzo:

        http://www.tuttocamere.it/files/camcom/1986_131.pdf

        L’articolo 28 parla di “contratto”, quindi non c’è nessuna interpretazione. Il contratto di comodato gratuito è comunque un contratto.

        Se lei ha qualcosa da ridire se rivolga all’Agenzia delle Entrate ma non torni su questo sito per fare polemiche inutili con noi.

      • luca Says:

        Mi dispiace signor Datos, ma non è possibile che diate informazioni sbagliate. Quanto enunciato nell’articolo 28 è previsto per i contratti a prestazioni corrispettive. L’agenzia delle entrate che afferma che è dovuta anche per la risoluzione dei contratti di comodato, sbaglia in malafede.

      • DATOS Says:

        Ci dispiace di più a noi Sig. Luca perché il comma a) dell’articolo 2 del suddetto DPR nr. 131 del 1986 recita così:

        Art. 2 – Atti soggetti a registrazione
        [1] Sono soggetti a registrazione, a norma degli articoli seguenti:
        a) gli atti indicati nella tariffa, se formati per iscritto nel territorio dello Stato;

        Quindi il suddetto DPR è applicabile ai contratti scritti di comodato gratuito. E quindi l’art. 28 è perfettamente applicabile a questi contratti.

        Visto che lei è così erudito ci dica nei dettagli (come abbiamo fatto noi) il perché siamo in errore. Cioè ci dica dove c’è scritto che quel articolo 28 è applicabile soltanto ai contratti con corrispettivo. Lei sicuramente, visto che non è propenso alle interpretazioni, saprà dirci con precisione dove l’ha letto (nelle leggi e nelle norme dello Stato).

  3. LORENZA Says:

    DOVREI REGISTRARE UN CONTRATO DI COMODATO CHE DEVE PARTIRE DAL 09.05.2009, PERO’ AVREI LA NECESSITA’ DI REGISTRARLO PRIMA DI QUESTA DATA. E’ POSSIBILE FARLO PRIMA CHE INIZINO GLI EFFETTI?

    RISPOSTA:

    Si. I contratti di comodato gratuito vanno registrati entro 20gg dalla data di stipula inserita nel contratto firmato. L’altra scadenza che deve ricordarsi è quella di inviare la cessione di fabbricato (detta anche “Pubblica sicurezza”) entro 48 ore dopo la consegna delle chiavi.

  4. Eros Says:

    Ho una casetta dove attualmente risiede mio suocero, io non percepisco alcun affitto da lui, può dirmi come devo muovermi? Bisogna stipulare lo stesso un contratto, firmarlo e andarlo a registrare all’agenzia delle entrate? La cosa che proprio non mi è chiara e come fare la cessione di fabbricato (pubblica Sicurezza)

    RISPOSTA:

    Se esiste un comodato gratuito non scritto (accordo verbale) non è necessario registrarlo. Invece se fate un contratto scritto dovete registrarlo. La cessione di fabbricato va sempre fatta entro le 48 ore della consegna delle chiavi e consegnata ad una delle autorità competenti (vigili, polizia, carabinieri, ecc.).

  5. Federica Says:

    La tassa di registro in misura fissa per la registrazione di un contratto di comodato è dovuta solo una volta alla stipula? Le sanzioni per il tardato pagamento in questo caso sono le stesse che valgono per i contratti di locazione?

    RISPOSTA

    Si, l’imposta di registro del comodato gratuito va pagata solo una volta all’atto di registrazione.
    Le sanzioni per la tardiva registrazione sono le stesse dei normali contratti di locazione.

  6. adriana Says:

    ho ceduto in comodato d’uso soffitta per uso deposito vorrei sapere quant’è l’imposta di registro che deve versare il comodatario

    • DATOS Says:

      I contratti di comodato d’uso prevedono sempre il pagamento dell’imposta di registro nella misura fissa di € 168,00.

  7. michele Says:

    salve,
    potete aiutarmi a risolvere questo quesito?
    -ho ceduto un box in comodato d’uso verbale alla società di mio suocero (del quale sono socio e dipendente) nel febbraio 2008, e a settembre 2008 il box si è allagato ed ha rovinato tutta la merce immagazzinata;
    -sono andato a registrare oggi il contratto con le date reali e mi hanno detto che devo pagare le sanzioni di ritardata registrazione, e questo può anche andare bene, ma come risolvo il fatto che non abbiamo fatto a suo tempo la comunicazione di cessione fabbricato?
    se la faccio oggi dichiarando le date esatte, a cosa vado incontro?
    grazie della gradita risposta

    • DATOS Says:

      La cessione di fabbricato è un obbligo che riguarda la sicurezza pubblica ed è completamente slegato dalle questioni fiscali. La consegna della cessione di fabbricato deve essere fatta entro 48 ore dalla consegna delle chiavi. Quindi è possibile registrare un contratto di locazione/comodato e non notificare la cessione di fabbricato perché le chiavi non sono state ancora consegnate. La mancata consegna della cessione di fabbricato ha come sanzione il pagamento di una somma da euro 103,00 a euro1.549,00 (pagamento in misura ridotta euro 206,00).

  8. Night Says:

    Buonasera a tutti. Avrei alcuni dubbi in merito ai contratti di comodato d’uso gratuito. Ringrazio anticipatamente chi mi potrà aiutare.

    1)”Quindi è possibile registrare un contratto di locazione/comodato e non notificare la cessione di fabbricato perché le chiavi non sono state ancora consegnate” Potrei gentilmente sapere da quale fonte (legge, decreto etc) viene tratto questo modo di procedere? Ho sotto mano il testo della legge 18/5/78 (legge antimafia) e all’articolo 21 si parla solo di “consegna dell’immobile” senza specificare se si parla di chiavi o di contratto.

    2)Ho scaricato dal sito della polizia di stato (http://www.poliziadistato.it/articolo/326-Cessione_di_fabbricato) il modello della “Comunicazione di cessione di fabbricato”; vorrei sapere se oltre a presentare tale modulo compilato con allegati gli opportuni documenti d’identità ci sia anche da apporre qualche marca da bollo? Mi sembra strano pensare che questa comunicazione possa essere gratis.

    3)Tale comunicazione di cessione di fabbricato va consegnata in questura (=polizia di stato) oppure alla polizia muncipale?

    Grazie mille.

    • DATOS Says:

      1) Il possesso dell’immobile avviene soltanto con la consegna delle chiavi. Se lei non ha le chiavi, vuol dire che lei non può entrare e quindi non ha in consegna l’immobile.
      2) Anche se le può sembrare strano non c’è nessun bollo da apporre sulla cessione di fabbricato.
      3) La cessione di fabbricato può essere consegnata anche alla polizia municipale. Alcuni comandi accettano le cessioni di fabbricato inviate con raccomandate A/R.

      • Night Says:

        Grazie mille per la risposta. è stato molto chiaro.

        “La cessione di fabbricato può essere consegnata ANCHE alla polizia municipale”

        1)Dall’ “anche” che ha scritto nella risposta deduco che vanno bene entrambe (sia polizia di stato che polizia municipale), giusto?

        2)Eventualmente, se il paese dove si trova l’immobile, essendo un po’ piccolo e “disperso”, non fosse sede nè della polizia di stato nè della polizia municipale (è una ipotesi, per cui non so se possa verificarsi, però mi sembra plausibile) a chi andrebbe consegnata la comunicazione di cessione di fabbricato?

  9. mikele.men Says:

    salve dovrei stipulare un contratto di comodato d’uso di un immobile di proprietà di mio suocero.lo vorrei far durare per 5 anni alla scdenza dovrò tassativamente pagare le 67,00 euro o decade tutto in maniera tacita.

    • DATOS Says:

      L’imposta di registro nella misura fissa di 67 euro per risoluzione ha senso se il contratto viene risolto dalle parti prima della fine (nel suo caso 5 anni). Una volta finito il periodo del contratto non c’è da pagare niente.

  10. mikele.men Says:

    ne approfitto per fare nuove dmnde. La durata del comodato la posso fare di qualsiasi durata giusto? allora perche nn posso farla a tempo indeterminato ? oppure se gli do’ un termine vale come inizio la data del contratto, ma la data di scadenza posso anche nn metterla nel contratto poiche’, ho comprato un modulo prestampato del contratto di comodato che mi porta solo la durata e non il giorno della scadenza.

  11. mikele.men Says:

    ringrazio anticipatamente…….

  12. elisa Says:

    salve a tutti, avrei bisogno di un chiarimento urgente. Voglio dare in comodato un bene immobile ad uso commerciale ad un amico che vuole venderci fiori. Ovviamente non mi pagherà l’affitto ma un rimborso spese e si intesterà le utenze acqua enel telefono. Ho letto di sentenze che hanno sancito la liceità del rimborso spese corrisposto dal comodatario purché non rappresenti un corrispettivo. Ma entro quali i limit deve mantenersi questo rimborso ? Grazie a chi di voi conosce meglio di me la materia e mi vuole aiutare a fare chiarezza.

    • DATOS Says:

      Il rimborso spese per non essere considerato corrispettivo deve essere avallato da documenti (scontrini, fatture o altro) che giustifichino le spese.

  13. vianmasci Says:

    Risposte fornite chiare ed esaurienti, vorrei perciò approfittare per fare una domanda.
    Devo dare in comodato d’uso gratuito a tempo indeterminato un appartamento a mio nipote. Come mi devo regolare nella dichiarazione dei redditi (: nel quadro B dei fabbricati,devo solo dichiarare la rendita catastale?)
    Il Comune mi esonererà dal pagamento dell’ICI (: per mio nipote la casa sarà “prima”). Ringrazio e porgo distinti saluti.

  14. mario Says:

    devo registrare adesso un contratto di comodato gratuiti d’uso di beni mobili sottoscritto nel 2004 tra me e mio padre sottoforma di scrittura privata.
    posso registrarlo adesso ? ed eventualmente quali sono i costi di registrazione dal 2004 ad oggi 2010 grazie

  15. massimo Says:

    in qualità di comodante e ricorrendone i presupposti ho risolto anticipatamente un contratto di comodato gratuito (contratto con scadenza 28 sett. 2010 e risolto in data 2 febbraio 2010). All’agenzia delle entrate mi hanno comunicato che non devo pagare euro 67 per la disdetta anticipata visto che avevo pagato l’imposta di registro per il primo anno. Vorrei sapere però se devo fare qualche comunicazione per la risoluzione anticipata all’agenzia delle entrate oppure a qualche altro ufficio.
    Grazie
    Massimo Mecacci

    • DATOS Says:

      Quello che l’hanno detto all’Agenzia delle Entrate ci sembra sbagliato. Innanzitutto i contratti di comodati non hanno delle registrazioni annuali, viene pagata una imposta di registro per tutta la durata nella misura fissa di € 168,00. Quindi il riferimento a prima annualità è del tutto errato. La seconda cosa è che per ogni contratto registrato (sia in comodato o per locazione con canone) il fisco richiede la comunicazione con il pagamento dell’imposta di registro di € 67,00 se il contratto viene risolto prima della sua scadenza naturale.

  16. Christian Says:

    Salve,
    ho un problema a cui non riesco a trovare risposta e sono dunque a chiederVi informazioni fiscali in merito ad un comodato d’uso gratuito a favore di soggetto che provvederà poi a sua volta ad affittare a terzi percependo reddito.

    Riepilogo con esempio pratico:
    Tizio (proprietario di immobile) cede a titolo di comodato d’uso gratuito (scritto e registrato) a Caio una casa che Caio provvederà a sua volta ad affittare a terzi (come casa vacanza) percependone gli introiti (Tizio non percepirà dunque nessun introito)

    La domanda è abbastanza semplice: chi pagherà poi le tasse sul reddito percepito dagli affitti?

    1) E’ Caio che sarà tenuto a pagare le tasse sul reddito derivante dagli affitti dato che sarà lui a percepire appunto tali affitti (ipotesi sensata. A Tizio, il proprietario, rimarranno eventualmente le tasse sulla proprietà quali l’ICI, correggetemi se sbaglio)

    2) E’ Tizio (proprietario dell’immobile) che sarà tenuto a pagare le tasse sul reddito derivante dagli affitti che però percepirà Caio

    Se possibile vorrei un parere ben fondato per non dover incorrere in spiacevoli sanzioni

    Resto in attesa di risposta, grazie

    Christian Obligis

    • DATOS Says:

      Noi non siamo dei commercialisti quindi un parere definitivo e ben fondato non gli lo possiamo dare ma dalla nostra esperienza le possiamo dire questo:

      a) Caio fa una sublocazione (cioè l’immobile non è di suo proprietà).
      b) Il contratto di comodato deve prevedere la sublocazione o in suo difetto non avere una clausola che la vieti.
      c) La durata del contratto di comodato gratuito deve essere maggiore della durata contrattuale della sublocazione.
      d) Caio dovrà pagare le imposte sul reddito derivanti dalla sublocazione.
      e) Tizio non dovrà niente al fisco in quanto non percepisce alcun reddito.

  17. Christian Says:

    Grazie mille per la celere risposta; in merito al presente quesito ho ricevuto una incredibile risposta dall’agenzia delle entrate che ribalta quanto anche io credevo. Vi riporto di seguito la mail di risposta ed il relativo articolo che mi hanno allegato ed in merito a ciò mi/vi pongo una domanda, 1) ma se il comodante è all’oscuro che la sua proprietà viene affittata dal comodatario!? quali potrebbero essere i risvolti? ….quando ritroveremo un pò di sano buonsenso…!??!?
    2) Quali altre forme contrattuali potrebbero risolvere questa situazione da me prospettata (evitando usufrutto causa costo del notaio e la locazione che impedirebbe alcune agevolazioni fiscali)
    Grazie mille e scusate lo sfogo.

    La risposta al suo quesito( caso identico) è contenuta nella risoluzione n. 394 del 22.10.2008
    Le invio copia dell’articolo di fisco oggi a commento della risoluzione sopra citata.
    Distinti saluti

    La moglie comodataria affitta, il marito (ac)comodante paga le tasse

    Autorizza il coniuge a locare l’appartamento che le ha dato in uso e diventa titolare del reddito percepito. Come devono essere ripartiti gli oneri fiscali?

    Il reddito fondiario derivante dalla locazione di un immobile, percepito dal comodatario, deve essere imputato al proprietario comodante.
    È quanto risponde l’agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 394/E del 22 ottobre all’interpello proposto da un contribuente che ha concesso un appartamento in comodato d’uso alla moglie.

    L’istante aveva chiesto come dovevano essere ripartiti gli oneri fiscali relativi al reddito dell’immobile, sia ai fini Irpef che ai fini Ici, avendo autorizzato la moglie ad affittare, anche parzialmente, l’appartamento lasciato nella sua disponibilità.
    Secondo il marito-proprietario, l’Ici sarebbe rimasta a suo carico, ma il reddito della locazione avrebbe dovuto essere dichiarato tra i redditi diversi da sua moglie, che realmente lo percepisce e che ne avrebbe dovuto pagare l’Irpef, mentre lui avrebbe dichiarato solo la rendita catastale.

    L’Agenzia non condivide la soluzione prospettata, perché – secondo l’articolo 26 del Tuir – i redditi fondiari “concorrono, indipendentemente dalla percezione, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale…”.
    Il comodato d’uso, disciplinato dal Codice civile, è un contratto che trasferisce solo un diritto “personale” di godimento del bene e non anche il possesso in virtù di un diritto “reale”, che resta, quindi, in capo al proprietario. Pertanto, spiega la direzione Normativa e contenzioso, se il comodatario, in questo caso la moglie dell’istante, stipula un contratto di locazione, il proprietario-comodante dell’immobile diventa titolare del reddito che ne deriva e quindi soggetto al pagamento della relativa Irpef.
    L’imponibile che questi deve dichiarare è ridotto forfetariamente del 15%, se i proventi della locazione sono superiori alla rendita catastale rivalutata del 5%, e di un ulteriore 30% nel caso sussistano le condizioni previste dall’articolo 8, comma 1, della legge 431/1998 (contratti a canone concordato).

    Per quanto concerne l’Ici, le Entrate si dichiarano non competenti in materia perché trattasi di imposta comunale, ma, richiamandosi alla norma sul riordino della finanza degli enti territoriali, citano l’articolo 1 del decreto legislativo 504/1992: “Presupposto dell’imposta è il possesso dei fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato…”, da cui si evince, come supposto dallo stesso contribuente, che spetta a lui, in qualità di proprietario dell’immobile, versare il tributo locale.
    Sonia Angeli
    pubblicato il 22/10/2008
    in

    FiscoOggi è una pubblicazione dell’Agenzia delle Entrate – Ufficio stampa
    Testata registrata al Tribunale di Roma il 19.9.2001 con n. 405/2001
    Direttore responsabile Antonella Gorret
    Vicedirettore Claudio Borgnino

  18. CRISTINA Says:

    Sottopongo anche un’altra domanda: con il modello F23 oltre all’imposta in misura fissa e ai bolli, vanno pagati anche i 3,72 Euro? Se sì, qual è il codice tributo? Grazie ancora.

    • DATOS Says:

      Pressuponiamo che i 3,72 Euro di cui parla lei siano i diritti di segreteria per la registrazione del contratto. L’importo e le modalità di calcolo dei diritti di segreterie sono decisi dai singoli uffici dell’Agenzia delle Entrate ma il codice da utilizzare sul F23 è il 964T.

  19. Piergiorgio Says:

    Ho un contratto di comodato d’uso gratuito della durata di 4 anni che è in scadenza a luglio 2010 e che deve essere rinnovato. Deve essere stipulato un nuovo contratto e registrato all’ade? Oppure il contratto si presume rinnovato di pari termine? Quale codice d’imposta utilizzare all’atto della registrazione?

    • DATOS Says:

      La proroga o il rinnovo non sono consentiti per i contratti di comodato gratuito. Deve essere stipulato un nuovo contratto con l’imposta di registro solita per i comodati.

  20. loredana Says:

    Ciao a tutti ..avrei bisogno di una informazione.L’estate scorsa una cara amica è venuta ad abitare in un piccolo monolocale di mia proprietà (a Milano ). Non mi paga affitto e spese, paga solo le sue bollette e abbiamo fatto un accordo scritto ( in comodato d’uso gratuito ) che poi ho provveduto a consegnare in Polizia per la legge antimafia entro 48 ore dalla consegna delle chiavi …Ma non ho portato a registrare il contratto!!!
    Devo farlo per forza? Quanto costa e come devo fare ? Vado in contro a problemi per la ritardata registrazione ?
    Grazie mille delle info che mi darete.Loredana

    • DATOS Says:

      Tutti i contratti scritti (anche quelli di comodato devono essere registrati) in questa pagina trova le informazioni necessarie per la registrazione del contratto.

  21. Daniela Says:

    Buongiorno, vorrei porle una domanda.
    Mio padre ha una piccola società immobiliare. E’ possibile che mi conceda in comodato di uso gratuito un appartamento intestato alla società? Grazie, Daniela

    • DATOS Says:

      Pensiamo di si ma dovrebbe sentire un commercialista per poter avere conferma. Il nostro sito tratta esclusivamente argomenti legati al calcolo delle imposte e le modalità di registrazione.

  22. giusy Says:

    Salve,
    mi servirebbe una delucidazione….. io ho stipulato un contratto di COMODATO D’USO A TITOLO GRATUITO con scadenza annuale….io vorrei fare la proroga per un’altro anno senza variare il contratto….20gg prima della scadenza devo pagare la tassa per il rinnovo di €. 67,00 (quota fissa) codice 114T e presentarne copia agli uffici dell’Agenzia delle Entrate? oppure devo rifare tutto ex novo? In attesa di una vostra risposta vi porgo i miei saluti

  23. angela Says:

    vorrei sapere se la denuncia all’autorità di pubblica sicurezza va fatta anche in caso di contratto di comodato gratuito ad una associazione per l’uso di un terreno dove verranno installate roulotte per nomadi.

    • DATOS Says:

      Qualsiasi cessione di un fabbricato, indipendentemente dalla tipologia di contratto, della durata, della natura dei conduttori, ecc., deve fare la denuncia di cessione di fabbricato agli organi preposti.

  24. annalisa pascucci Says:

    buongiorno,
    ho stipulato un contratto di comodato d’uso gratuito a dicembre 2009, e l’ho regolarmente registrato con versamento dell’imposta si registro di € 168. il contratto ha scadenza 20/06/2011, devo riversare l’imposta di registro per i 6 mesi del 2011, o si versa una sola volta in misura fissa?

    • DATOS Says:

      Non esistono le proroghe per i contratti di comodato gratuito. Se nel contratto c’è scritto che la fine del comodato è il 20/6/2011, allora bisogna fare un nuovo contratto per la proroga e versare l’imposta di registro di € 168,00.

  25. Grace Says:

    Buongiorno,
    avrei una domanda. Se stipulo un contratto di comodato d’uso gratuito, all’interno indico la data di inizio (esempio 01.02.2011) e fine contratto, poi in calce indico la data di stipula e firma (es. 15.01.2011).
    quanti gionri di tempo ho per portare il contratto all’agenzia delle entrate, ed in riferimento a quale data, di stipula o di inizio contratto ?
    ringrazio anticipatamente

    • DATOS Says:

      Come c’è scritto nel nostro articolo il pagamento dell’imposta di registro (e anche la registrazione presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate) deve avvenire entro 20 giorni dalla data di stipula (cioè la data di firma riportata sul contratto).

  26. francesco Says:

    Salve.

    Ho stipulato un contratto di locazione 4+4 ( Io sono il proprietario).

    Posso, al termine dei primi 4 anni, aumentare arbitrariamente il canone ( cioe’senza tener conto degli indici Istat) ?

    E se volessi disdirre il contratto al termine dei primi 4 anni, devo pagare comunque la tassa di risoluzione anticipata del contratto?

    • DATOS Says:

      1) No, al momento della proroga le condizioni contrattuale devono rimanere invariate. Per cambiare il canone arbitrariamente dovrebbe fare una nuovo contratto.
      2) La scadenza naturale del contratto è dopo 4 anni. Quindi non deve essere pagata l’imposta di registro per la risoluzione.

  27. VITTORIO Says:

    DEVO REGISTRARE UN CONTRATTO DI COMODATO IN CUI OGGETTO DEL COMODATO SONO TERRENI SITUATI IN COMUNI DIVERSI, MA LE PARTI DEL CONTRATTO SONO LE STESSE, QUANTO DEVO PAGARE DI IMPOSTA DI REGISTRO?

  28. giovanni Says:

    Sto per registrare un contratto di comodato, vorrei sapere si ogni anno dovrò pagare una imposta.

  29. Jofirenze Says:

    Nel mese di marzo 2010 ho registrato un contratto di comodato gratuito di beni mobili a tempo indeterminato (ovvero con tacito rinnovo di anno in anno) pagando l’imposta di registro in misura fissa di € 168,00. Vi chiedo se occorre pagare l’imposta di rinnovo per gli anni avvenire (a partire dal 2011) come accade per i contratti di locazione.
    Chiedo inoltre conferma se occorrerà pagare al momento della cessazione-risoluzione del contratto la relativa imposta.
    GRAZIE

    • DATOS Says:

      L’imposta di registro per un comodato gratuito è una tantum, non esistono le annualità come per gli altri contratti di locazione.
      Nel caso di risoluzione si deve pagare l’imposta nella misura fissa di € 67,00.

  30. Giambattista Marcucci Says:

    Salve,
    per la cessazione anticipata del contratto di comodato quale è l’importo da pagare con il modulo F-23 ?
    Quale è il codice tributo?

    Per depositare la scrittura di cessazione contratto comodato devo pagare €168,00 codice 109T ?
    Oppure €67,00 euro codice 113T ?

    Devo specificare gli estremi dell’atto (serie e numero di registrazione) nella sezione 9 del modulo F-23 ?

    All’agenzia Entrate di Roma 1 mi è stato risposto tramite email che la tassa da pagare per la cessazione anticipata del contratto di comodato è di 168 euro codice 109T, quindi non €67,00 come riportato in questo blog.
    Attendo un chiarimento.
    Grazie.
    Saluti,
    Giambattista

    • DATOS Says:

      La risoluzione di qualsiasi contratto di locazione, anche quelli di comodato gratuito, prevedono l’imposta in misura fissa di € 67,00.
      Lei si faccia dire su quale articolo o tabella del TUR si sono basati per dire che ci vogliono € 168,00 per la risoluzione.

  31. Rosaria Says:

    Salve a tutti,

    volevo sapere se il contratto di comodato d’uso prevede un aumento istat.
    Grazie.

  32. Patrizia Says:

    Mi chiedevo ma il richiedente che va indicato nei nel primo rigo dei dati anagrafici del f23 è il comodante o il comodatario?

    • DATOS Says:

      Il modello in se non richiede un ordine perché c’è il Quadro C del Modello 69 per indicare gli aventi e dante causa.

  33. francesco Says:

    per un contratto di comodato d’uso gratuito verbale per un vano ad uso ambulatorio cosa devo fare grazie dei chiarimenti


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